• Il mio terzo romanzo:
    Nati con la camicia

    Ho il piacere di presentarvi il mio terzo romanzo. "Nati con la camicia" (Europa Edizioni) il libro si può trovare o prenotare in tutte le librerie italiane, oppure tramite i bookstore on line.
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  • Gente Libera video presentazione

    La video presentazione del libro "Gente Libera" di Roberto Corradini realizzata a cura di RTTR buona visione.
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Francesco Filippi su "Gente Libera"

15 gennaio 2018

Caro Roberto Corradini, finalmente ho trovato il tempo di leggere il tuo secondo romanzo “Gente Libera”. E l’ho letto d’un fiato, tutt’altro che un brutto segno.
Da un punto di vista storico non trovo nulla da eccepire. Anche se il secolo da te preso in considerazione (1850-1950) è oggettivamente “complicato” da raccontare in un romanzo, ancora una volta - come hai fatto in “Il sangue e l’inchiostro” - hai trovato un modo efficace per farlo, cioè utilizzando la forma epistolare.
Infatti, la tua scelta di raccontare e rammentare i numerosi fatti della vita sociale attraverso la narrazione filtrata dagli occhi degli estensori delle lettere (cioè attraverso il punto di vista dei tuoi personaggi) risulta convincente. Ad esempio, le due guerre mondiali vengono trattate con il segno dell’assenza; e questo, devo dire, è una scelta scrittoria intelligente: l’unico modo, forse, per non scadere nella retorica guerresca.

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Renzo M. Grosselli su "Gente Libera"

Recensione di Renzo M. Grosselli in occasione della presentaz. del romanzo di Roberto Corradini  GENTE LIBERA  a Trento e a Levico - maggio 2017 e luglio 2017.

Ho conosciuto Roberto Corradini in occasione della presentazione del suo primo libro “Il sangue e l’inchiostro” (edito da Curcu & Genovese) curata da me e da Alberto Folgheraiter nel maggio del 2016, al teatro San Marco di Trento. Abbiamo scoperto di avere simili esperienze legate al passato e simili convinzioni relative al presente, cosicché - quando Roberto Corradini mi ha chiesto di presentare anche il suo secondo romanzo “Gente Libera” (ancora edito da Curcu & Genovese) - ho accettato volentieri, per stima e simpatia.

Posso affermare - attraverso la lettura di “Il sangue l’inchiostro” e “Gente Libera” - che Roberto Corradini ha saputo raccontare in un modo brillante e originale (pur se romanzato) non solo le vicissitudini dei Corradini e dei Libera-Cestari, ma - per similitudine di vicende e per condivisione di ricordi - anche quelle di tante altre famiglie trentine che hanno dovuto affrontare gli stessi eventi pesanti del secolo che va dal 1850 al 1950 circa, non solo in Trentino ma anche in Italia e in Europa (a causa delle guerre, ma non solo) e pure in America (in seguito alle emigrazioni). L’autore è riuscito insomma ad annodare in due romanzi una serie di storie vere, con un approccio serio e dedicato, per lasciare ai lettori di oggi e di domani una traccia indelebile di chi ha meritato in passato il suo ricordo.

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Clara Lunardelli su "Gente Libera"

Trento, 1 luglio 2017

Caro Roberto Corradini, complimenti!.. Il tuo romanzo “Gente Libera”, similmente all’altro libro “Il sangue e l’inchiostro”, mi ha “condotta” nella vita dei protagonisti. Condotta è la parola giusta. Mi son sentita un po’ “zia Valeria” pure io, per l’affetto che ho sentito sgorgare da lei nei tuoi confronti. Mi son sentita un po’ Giovanni Battista, nelle sue sofferenze e cadute. Ho sentito la forza della giovinezza e dell’amore nel matrimonio tra Carmela Libera e Beppino e, nelle tue pagine finali, ho assaporato la grande speranza che ha dato sollievo a tutti nell’immediato dopoguerra.

Nelle storie “comuni” e pure straordinarie che tu racconti - oltre a una sorta di grazia e positività - c’è anche una sorta di utilità: quella di esortare a non dimenticare e quella di offrire la possibilità di riflettere ai tanti che conoscono poco del secolo tremendo che va dal 1850 al 1950. Ma soprattutto, ci sono le “nostre” radici trentine (ma non solo trentine). Sì, le radici prolungate, infinite che ci hanno consentito di essere qui, vivi e forse utili, a nostra volta.

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Edoardo Croni su "Gente Libera"

Trento, 24 giugno 2017                        

Caro Roberto Corradini, ho appena finito di leggere il tuo secondo libro “Gente Libera”. E’ abbastanza voluminoso, ma l’ho letto d’un fiato. E poiché mi è sembrato che ti interessasse un mio commento scritto, l’ho fatto con grande piacere.

Il romanzo epistolare è una tecnica insolita, a volte spiazzante. Tu sei riuscito, secondo me, a usarla efficacemente. I personaggi, autori delle lettere, hanno modo di  mediare, attraverso l'esercizio della scrittura, i propri stati d’animo e le proprie emozioni, di selezionare le vicende e di trasmettere un messaggio più o meno ponderato. L'istinto tende ad essere attenuato dalla tecnica espressiva, la lettera appunto. Di conseguenza anche il tono generale del romanzo si adegua in positivo. Insomma, mi pare tu abbia utilizzato un modo assai valido per raccontare una vicenda che si snoda nell'arco di cento anni e assecondato il racconto con una cadenza meditata, fatta di lettere ponderate dove i personaggi che vi scrivono hanno potuto esprimersi in maniera incisiva, lasciando spazio a tutte le considerazioni di tono diverso: angosciato, entusiasta, arrabbiato, felice, propositivo, saggio.

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Ida Rizzardi su "Il sangue e l'inchiostro"

Recensione di Ida Rizzardi in occasione presentazione romanzo di Roberto CorradiniIL SANGUE E L’INCHIOSTRO” a Ville d’Anaunia (Trento) il 29 novembre 2016. 

Mi ha colpito molto l’abilità dell’autore di “Il sangue e l’inchiostro” (ed. Curcu & Genovese) nel descrivere in modo diretto ed accattivante i personaggi e gli ambienti, dando quasi al lettore la sensazione di assistere a continue riprese cinematografiche. Ad esempio, leggendo la descrizione del lungo viaggio via mare verso le Americhe, si ha la sensazione di essere a bordo della nave assieme agli altri passeggeri: assieme cioè a un’umanità variegata di persone più che altro spinte dalla fame, magari in fuga da un amore perduto o dai creditori o dalla polizia, oppure alla ricerca di un sogno o di un’avventura (come nel caso di uno dei protagonisti principali). I temi dell’emigrazione, dello sradicamento (spesso definitivo) dal luogo di nascita - nonché quello del difficile inserimento in un nuovo, lontano e diversissimo contesto sociale, economico e culturale - sono affrontati da Roberto Corradini in modo avvincente e sono tuttora attualissimi. 

Il problema delle grandi difficoltà comunicative tra gli esseri umani che allora erano separati da enormi distanze geografiche impone lo stridente confronto con la realtà di oggi (che vede il trionfo di internet, dei cellulari e dei social media).
Infatti, allora esisteva solo un modo per superare tali distanze: usare carta, penna ed inchiostro; e solo chi sapeva scrivere lettere, poteva poi sperare di mantenere il contatto con i parenti lontani, attraverso un servizio postale generalmente carente e necessariamente lento.

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About Me

Amo viaggiare, fotografare, ascoltare e osservare, per poi raccontare...  Penso che il mio scrivere sia proprio il racconto di ciò che ho ascoltato e osservato in passato e nel presente.

Editori

Curcu & Genovese - Trento

www.curcugenovese.it

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