• Il mio terzo romanzo:
    Nati con la camicia

    Ho il piacere di presentarvi il mio terzo romanzo. "Nati con la camicia" (Europa Edizioni) il libro si può trovare o prenotare in tutte le librerie italiane, oppure tramite i bookstore on line.
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  • Gente Libera video presentazione

    La video presentazione del libro "Gente Libera" di Roberto Corradini realizzata a cura di RTTR buona visione.
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    La video presentazione del libro "Il Sangue e l'inchiostro" di Roberto Corradini realizzata a cura di Trentino Cultura buona visione.
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Liliana Cerqueni su "Gente Libera"

Recensione di Liliana Cerqueni in occasione della presentazione del romanzo di Roberto Corradini   GENTE  LIBERA” alle Scuole ENAIP di Primiero il 21 marzo 2018. 

“Gente Libera” di Roberto Corradini (edito da Curcu & Genovese) narra l’epopea di una famiglia originaria di Ala (Libera di cognome e di temperamento) che, in molti tratti, potrebbe essere quella di altre famiglie trentine del periodo considerato (1850-1950). Una famiglia a cui non è stato risparmiato nulla: due guerre mondiali, una dittatura, morti premature o drammatiche (per malattie, incidenti, bombardamenti), separazioni, internamenti forzati, fughe, emigrazione, licenziamenti, umiliazioni, sacrifici e prove di sopravvivenza di ogni genere. Eppure, questo romanzo epistolare narra (all’interno di un contesto storico rigorosamente rispettato) come tutte e tre le generazioni dei protagonisti siano riuscite sempre ad affrontare le loro vicende esistenziali con determinazione e dignità, sorretti dai loro forti valori di affetto e di solidarietà, dal loro solido attaccamento al territorio dei padri e da un desiderio quasi viscerale di trovare un riscatto e condizioni di vita miglioriInsomma, i personaggi del libro - sudditi dapprima dell’imperatore austriaco e poi del re d’Italia - sopravvivono a due monarchie e a due culture diverse, anche a una dittatura, conservando senza dubbio alcuno le loro specifiche identità e certezze sociali, professionali, religiose, ecc.

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Francesco Filippi su "Gente Libera"

15 gennaio 2018

Caro Roberto Corradini, finalmente ho trovato il tempo di leggere il tuo secondo romanzo “Gente Libera”. E l’ho letto d’un fiato, tutt’altro che un brutto segno.
Da un punto di vista storico non trovo nulla da eccepire. Anche se il secolo da te preso in considerazione (1850-1950) è oggettivamente “complicato” da raccontare in un romanzo, ancora una volta - come hai fatto in “Il sangue e l’inchiostro” - hai trovato un modo efficace per farlo, cioè utilizzando la forma epistolare.
Infatti, la tua scelta di raccontare e rammentare i numerosi fatti della vita sociale attraverso la narrazione filtrata dagli occhi degli estensori delle lettere (cioè attraverso il punto di vista dei tuoi personaggi) risulta convincente. Ad esempio, le due guerre mondiali vengono trattate con il segno dell’assenza; e questo, devo dire, è una scelta scrittoria intelligente: l’unico modo, forse, per non scadere nella retorica guerresca.

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Renzo M. Grosselli su "Gente Libera"

Recensione di Renzo M. Grosselli in occasione della presentaz. del romanzo di Roberto Corradini  GENTE LIBERA  a Trento e a Levico - maggio 2017 e luglio 2017.

Ho conosciuto Roberto Corradini in occasione della presentazione del suo primo libro “Il sangue e l’inchiostro” (edito da Curcu & Genovese) curata da me e da Alberto Folgheraiter nel maggio del 2016, al teatro San Marco di Trento. Abbiamo scoperto di avere simili esperienze legate al passato e simili convinzioni relative al presente, cosicché - quando Roberto Corradini mi ha chiesto di presentare anche il suo secondo romanzo “Gente Libera” (ancora edito da Curcu & Genovese) - ho accettato volentieri, per stima e simpatia.

Posso affermare - attraverso la lettura di “Il sangue l’inchiostro” e “Gente Libera” - che Roberto Corradini ha saputo raccontare in un modo brillante e originale (pur se romanzato) non solo le vicissitudini dei Corradini e dei Libera-Cestari, ma - per similitudine di vicende e per condivisione di ricordi - anche quelle di tante altre famiglie trentine che hanno dovuto affrontare gli stessi eventi pesanti del secolo che va dal 1850 al 1950 circa, non solo in Trentino ma anche in Italia e in Europa (a causa delle guerre, ma non solo) e pure in America (in seguito alle emigrazioni). L’autore è riuscito insomma ad annodare in due romanzi una serie di storie vere, con un approccio serio e dedicato, per lasciare ai lettori di oggi e di domani una traccia indelebile di chi ha meritato in passato il suo ricordo.

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Clara Lunardelli su "Gente Libera"

Trento, 1 luglio 2017

Caro Roberto Corradini, complimenti!.. Il tuo romanzo “Gente Libera”, similmente all’altro libro “Il sangue e l’inchiostro”, mi ha “condotta” nella vita dei protagonisti. Condotta è la parola giusta. Mi son sentita un po’ “zia Valeria” pure io, per l’affetto che ho sentito sgorgare da lei nei tuoi confronti. Mi son sentita un po’ Giovanni Battista, nelle sue sofferenze e cadute. Ho sentito la forza della giovinezza e dell’amore nel matrimonio tra Carmela Libera e Beppino e, nelle tue pagine finali, ho assaporato la grande speranza che ha dato sollievo a tutti nell’immediato dopoguerra.

Nelle storie “comuni” e pure straordinarie che tu racconti - oltre a una sorta di grazia e positività - c’è anche una sorta di utilità: quella di esortare a non dimenticare e quella di offrire la possibilità di riflettere ai tanti che conoscono poco del secolo tremendo che va dal 1850 al 1950. Ma soprattutto, ci sono le “nostre” radici trentine (ma non solo trentine). Sì, le radici prolungate, infinite che ci hanno consentito di essere qui, vivi e forse utili, a nostra volta.

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Edoardo Croni su "Gente Libera"

Trento, 24 giugno 2017                        

Caro Roberto Corradini, ho appena finito di leggere il tuo secondo libro “Gente Libera”. E’ abbastanza voluminoso, ma l’ho letto d’un fiato. E poiché mi è sembrato che ti interessasse un mio commento scritto, l’ho fatto con grande piacere.

Il romanzo epistolare è una tecnica insolita, a volte spiazzante. Tu sei riuscito, secondo me, a usarla efficacemente. I personaggi, autori delle lettere, hanno modo di  mediare, attraverso l'esercizio della scrittura, i propri stati d’animo e le proprie emozioni, di selezionare le vicende e di trasmettere un messaggio più o meno ponderato. L'istinto tende ad essere attenuato dalla tecnica espressiva, la lettera appunto. Di conseguenza anche il tono generale del romanzo si adegua in positivo. Insomma, mi pare tu abbia utilizzato un modo assai valido per raccontare una vicenda che si snoda nell'arco di cento anni e assecondato il racconto con una cadenza meditata, fatta di lettere ponderate dove i personaggi che vi scrivono hanno potuto esprimersi in maniera incisiva, lasciando spazio a tutte le considerazioni di tono diverso: angosciato, entusiasta, arrabbiato, felice, propositivo, saggio.

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About Me

Amo viaggiare, fotografare, ascoltare e osservare, per poi raccontare...  Penso che il mio scrivere sia proprio il racconto di ciò che ho ascoltato e osservato in passato e nel presente.

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Curcu & Genovese - Trento

www.curcugenovese.it

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