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Franco Sandri su "Il sangue e l'inchiostro"

recensione di Franco Sandri su “Cooperazione di Consumo Trentina” gennaio 2017 - IL SANGUE e L’INCHIOSTRO di Roberto Corradini (Curcu & Genovese)

Vicende di emigrazione, dunque di drammatica attualità. Ma vissute da Enrico e Giovanni, due fratelli trentini, a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento.
In cerca di fortuna, Giovanni va prima in Brasile e poi negli Stati Uniti. Enrico resta in Trentino.
Permane tra i due fratelli una disperata voglia di tenersi in contatto. Sperando un giorno di riabbracciarsi, si scrivono a lungo.
I due fratelli trasformano così il loro rapporto di sangue in un appassionato rapporto d’inchiostro.

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Renzo M. Grosselli su "Il sangue e l'inchiostro"

Recensione di Renzo M. Grosselli pubblicata su “L’Adige” del 24 marzo 2016 relativa al romanzo di Roberto Corradini “IL SANGUE E L’INCHIOSTRO”.

Che la famiglia di attori statunitensi Carradine (il capostipite fu il grande John, 1906-1988) avesse un’origine trentina e pure non troppo lontana? È un'ipotesi che potrebbe uscire dal romanzo “Il sangue e l’inchiostro” (Curcu & Genovese, € 15) di Roberto Corradini, visto che uno degli ultimi protagonisti del romanzo va proprio a lavorare a Hollywood e si firma Robert Carradine.
In attesa di verificare se e come i protagonisti del libro (di cognome Corradini di Trento) siano realmente diventati Carradine una volta arrivati negli Stati Uniti - come Vittorio Maturi (figlio di emigrati da Pinzolo) diventò effettivamente il famoso attore Victor Mature - si può intanto affermare che, nelle 250 pagine che si leggono in modo scorrevole, traspare da parte di tutti protagonisti (nati a Trento nella seconda metà dell’Ottocento, dunque “sudditi austriaci, ma di madrelingua italiana”) un'attaccamento fortissimo alle proprie radici, alla lingua materna, alla città natale, a preti illuminati e generosi, insomma a quel modo di sentire la vita che è stato molto “trentino” e a cui l’autore guarda con estrema sensibilità. Ma - allo stesso tempo - traspare pure un fortissimo anelito verso il mondo, le sue sterminate dimensioni, le sue differenze culturali, i suoi visi, i suoi milioni di milioni di storie.
Il sangue e l’inchiostro”, romanzo di debutto di Roberto Corradini, è insomma uno scritto che, con termine modaiolo, potremmo definire “glocal”, cioè un libro che parla sia di radici, che di aneliti verso il futuro. Potrebbe apparire la trascrizione della storia della famiglia paterna dell’autore, ma lo è solo in parte, anche se la quarta di copertina porta una fotografia di un certo Enrico Corradini, ritratto con la madre, la moglie e sette figli. Ma anche se Roberto Corradini avesse dato di proposito il nome del nonno ad uno dei due protagonisti, anche se avesse tratto spunto dagli avvenimenti realmente vissuti dai suoi ascendenti, nel suo romanzo racconta storie vere in cui potrebbero riconoscersi tante altre famiglie trentine.

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Carlo Martinelli su "Il sangue e l'inchiostro"

Recensione di Carlo Martinelli pubblicata su “TRENTINO” del 22 marzo 2016 relativa al romanzo di Roberto Corradini  “IL SANGUE E L’INCHIOSTRO”. 

Per cominciare la copertina, una delle più belle che l'editoria locale abbia sfornato da tempo a questa parte: una foto degli anni Venti del secolo scorso, a New York; un giovanissimo lustrascarpe cerca un passaggio di fortuna aggrappato alla ruota di scorta di un’automobile; sullo sfondo, distratti, una donna e un uomo guardano chissà dove.

Quale migliore invito a leggere “Il sangue e l’inchiostro” del trentino Roberto Corradini, classe 1949, insegnante nonché viaggiatore? Il suo romanzo - Curcu & Genovese editore, 253 pagine, € 15 - merita attenzione non distratta, nell'ambito di quell'editoria a km zero che deve esserci cara. Romanzo in forma epistolare, i cui 12 capitoli sono costituiti da altrettante lettere. 

Spiega l’autore: “Non sono lettere autentiche, non sono uscite da qualche archivio o cassetto familiare, sono lettere che ho dettato io ai protagonisti del romanzo. Le mie fonti non sono scritte, ma soltanto orali. Nel libro racconto infatti storie private (a volte liete, a volte drammatiche) ascoltate a viva voce da più testimoni trentini (parenti, vicini di casa, colleghi, ecc.). Ho quindi trasferito i racconti orali in lettere “romanzate”, però basate su fatti realmente avvenuti e tutte rispettose del loro particolare contesto storico.”.

Ecco, sta già qui, in questo espediente comunque sorretto da una robusta capacità narrativa, la forza di questo romanzo. Ricco di sorprese, fatti, nomi, date. Dove si dovrà scoprire - ma neppure questo è obbligatorio - il confine fra verità e fantasia. Di certo la curiosità è sollecitata, eccome. 

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Silvia Vernaccini su "Il sangue e l'inchiostro"

Recensione di Silvia Vernaccini pubblicata su “Corriere del Trentino” del 20 marzo 2016 relativa al romanzo di Roberto CorradiniIL SANGUE E L’INCHIOSTRO”.

Si può raccontare la storia in tanti modi e uno efficace, si sa, è quello di farlo con la narrativa. Così ha preferito fare Roberto Corradini, scrittore appassionato di viaggi e di storie di vita.

Nel suo libro d’esordio, “Il sangue e l’inchiostro” (Curcu & Genovese, 2015, pagine 253, € 15) ha raccontato l'epopea dell'emigrazione trentina e altri eventi storici tra Otto e Novecento attraverso un epistolario “romanzato” tra due fratelli trentini “nati sudditi austriaci, ma di madrelingua italiana“. Essi - dopo vent'anni di totale condivisione di giochi, amicizie, studi e lavoro - si separano.

Enrico (nato nel 1871) rimane a Trento, mentre Giovanni (1872), più sognatore e irrequieto, emigra in Brasile prima e poi negli Stati Uniti.

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About Me

Amo viaggiare, fotografare, ascoltare e osservare, per poi raccontare...  Penso che il mio scrivere sia proprio il racconto di ciò che ho ascoltato e osservato in passato e nel presente.

Editori

Curcu & Genovese - Trento

www.curcugenovese.it

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